Anche la terza edizione della maratona #OnePeopleOnePlanet ha dedicato una parte importante della programmazione all’approfondimento scientifico che è stato trasmesso dalle ore 13:00.

Scienziati e pazzi chiama a confronto fisici, climatologi, astronomi, geologi, biologi, naturalisti, zoologi per parlare dello stato di salute del Pianeta. E i pazzi? Sono quelli che negano le evidenze scientifiche, e i fenomeni, naturali e non, che stanno trasformando l’aspetto e le dinamiche della Terra. Gli esperti che intervengono nel programma oppongono al “si dice” e alle mistificazioni del mondo del web i dati, i fatti, le certezze ed anche i dubbi del metodo scientifico. In “Scienziati e Pazzi” però c’è anche lo spazio per la fantasia, l’istrionismo, la poesia e l’avventura, incarnati da esploratori, artisti, avventurieri che nella Natura e nei temi dell’ambiente trovano ispirazione, motivo d’impegno e spunti per nuove imprese.

Quest’anno “Scienziati e Pazzi” ha avuto com tema di fondo del programma, come per tutta la Maratona, il Mediterraneo e, per estensione, l’acqua: la risorsa principale del Pianeta, irrinunciabile per la sopravvivenza stessa della biosfera. Sono intervenuti il vicepresidente della LIPU Alessandro Polinori e la biologa marina del WWF Giulia Prato, per parlare il pericolo che la pesca irresponsabile o illegale rappresenta per la sopravvivenza di uccelli, pesci e altre specie marine. Successivamente il fisico Giulio Boccaletti, autore di “Acqua, una biografia”, ha tracciato una storia del rapporto tra l’uomo e l’elemento alla base della vita; mentre l’esploratore e avventuriero Alex Bellini,
che da anni naviga i fiumi e gli oceani più inquinati del mondo, ha contribuito alla discussione con il racconto dei suoi viaggi. Cecilia Silvestri e Michela Angiolillo dell’ISPRA hanno fatto il punto delle ricerche sullo stato delle acque mediterranee, nell’ambito della Strategia Marina dell’Unione Europea, con interessanti approfondimenti sul progresso tecnologico che la robotica sta apportando alle ricerche sottomarine. Un altro elemento di benemerita “follia” del programma è stato Omar Di Felice, ciclista estremo impegnato nel giro del circolo polare artico in bicicletta. Nell’impresa è affiancato dall’Italian Climate Network, collettivo scientifico che promuove le politiche sostenibili per la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico: un connubio tra scienza, attivismo e sport che è stato raccontato per l’ICN da Marirosa Iannelli e commentato in studio da Antonello Pasini, fisico del clima del CNR. Pasini ha delineato anche l’orizzonte presente e futuro del clima mediterraneo, alla luce dei più recenti rapporti delle istituzioni di ricerca internazionali. Un contributo filmato dell’Istituto Nazionale di Astrofisica ci ha portato lontano dalla Terra e dal sistema solare, alla ricerca di “esopianeti” e di presenza d’acqua nella vastità dell’universo. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ci ha riportato sulla Terra, e nel Mediterraneo dove, tra gli altri fenomeni naturali, l’INGV ha il compito di monitorare la formazione degli tsunami. In chiusura abbiamo raccontato l’impegno di Alessandro Gassmann e del Kyoto Club nel portare alla luce storie di successo dei “Green Heroes”: imprenditori, innovatori, attivisti, privati cittadini e intere comunità che lavorano ogni giorno per trasformare l’economia, l’agricoltura, la produzione di energia e il riciclo dei materiali in un’ottica sempre più sostenibile. Francesco Ferrante, vicepresidente del KC, ha raccontato alcune storie esemplari degli “eroi verdi” che Gassmann ha cercato e promosso nel suo recente libro / biografia: “Io e i Green Heroes”.

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