Andato in onda dalle 19:10 alle 19:50

«Mai come ora, c’è bisogno di unire gli sforzi in un’ampia alleanza educativa

per formare persone mature, capaci di superare frammentazioni e contrapposizioni e

ricostruire il tessuto di relazioni per un’umanità più fraterna».

Papa Francesco, prima del DPCM del 4/3/2020

 

Prima dell’inizio della sfida globale al coronavirus, in molti avevano sentito l’esigenza di rimettere al centro dell’attenzione il tema dell’educazione, poiché serviva immaginare un nuovo modo di stare insieme, di collaborare, di proteggere i più fragili e i più esposti ai rischi del vivere. Era già diffusa la consapevolezza che il vero cambiamento aveva necessità del contributo di tutti, nessuno escluso e che quindi occorreva rimettere al centro la persona, favorire la creatività e la responsabilità, formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità.
Occorre un nuovo patto educativo. Occorre l'impegno di tutti per essere #OnePeopleOnePlanet.

Papa Francesco ha invitato i rappresentanti delle principali religioni, gli esponenti degli organismi internazionali e delle istituzioni umanitarie, scienziati e pensatori, economisti, educatori, sociologi e politici, artisti e sportivi, a dialogare sul futuro del Pianeta e a sottoscrivere il «Global Compact on Education, un “patto educativo in cui investire i talenti di tutti, per suscitare una presa di coscienza ed un’ondata di responsabilità per il bene comune dell’umanità, partendo dai giovani, per raggiungere tutti gli uomini di buona volontà.”

L’emergenza sanitaria in corso con tutte le sue ricadute sociali ed economiche, rende ancora attuale questo invito? Come si costruirà questa alleanza internazionale?

Il mondo della formazione è già molto avanti in molti casi. Prima della chiusura, le scuole erano diventate in molti casi veri e propri incubatori sociali, spesso in aree complesse, depresse economicamente, devastate sul piano ambientale, che attraverso un forte legame con il territorio e mosse dal vento dell’”innovazione utile” hanno trovato risposte umane ai problemi dei loro studenti.

Le scuole continueranno il loro percorso di apertura al territorio? In che modo sarà possibile rafforzare, compatibilmente con i tempi, questa vocazione? Cosa hanno imparato le scuole da questo periodo di chiusura?

ricercatori e gli scienziati tornano di nuovo ad essere al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e il loro ruolo sociale viene rivalutato, mettendo in evidenza la trascuratezza con cui sono stati trattati dal mondo politico, economico e speculativo. Le migliori risorse spesso vengono orientate al raggiungimento di facili guadagni e gli avanzamenti tecnologici e conoscitivi non sono strumenti al servizio del bene comune ma meri amplificatori della cultura dello scarto.

La maggiore attenzione dei cittadini alla scienza cambierà le prospettive del mondo della ricerca e dell’università? Cosa hanno imparato le università da questo periodo di chiusura?

 


Ha condotto Gianni Milano 

Ospiti:

  • Arcivescovo Angelo Vincenzo Zani - Segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica
  • Gaetano Manfredi - ministro della Ricerca e dell’Università
  • Alberto Gambescia - amministratore unico di Studiare Sviluppo.

La Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha dato il suo augurio di buon Earth Day agli studenti con un videoappello.

Con i contributi e servizi di:

  • TGTeens con collegamenti da Siria, Spagna, Bergamo e Ferrara
  • Sogni, vivi, crea di Emilio Casalini 
  • L’ Università Cattolica del Sacro Cuore al Villaggio per la Terra
  • Primavera 20-30: lezioni di natura - Educatori ambientali della Rete WEEC Italia
  • Voci Virali. Cosa hanno imparato i giovani dall’emergenza pandemia - Giornalisti nell'Erba
  • Veronica Faccio
  • Lara Attiani

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