
Il modulo internazionale della maratona che permette di viaggiare attraverso i continenti, tramite collegamenti da tutto il mondo. L’obiettivo è creare ponti ideali tra paesi e generazioni, raccontando le storie di chi si batte per gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030.
Condotto da Luca De Biase, il programma è stato trasmesso dalla sede di Entopan a Catanzaro. Ambiente, solidarietà, cooperazione, lavoro, innovazione saranno raccontati dalle testimonianze e dalle parole di chi vive e opera sulle sponde di un mare che non è sufficientemente grande per dividere, ma neanche così piccolo da unire. Ecco perché si gettano ponti, ecco perché nel Mediterraneo si ritrovano i pericoli dei nostri tempi, ma anche le risorse per poterli superare. In studio e da remoto si è dialogato di culture ed economie, rifugiati e accoglienza, corridoi umanitari, conflitti, integrazione e lavoro.
AI al bivio tra distopia e utopia. Il Mediterraneo come luogo della ripartenza Il programma, prodotto da Entopan e Harmonic Innovation Group per l’Earth Day 2026, si sviluppa lungo sei verticali tematiche: tecnologica, geopolitica, ambientale, finanziaria, sociale-demografica, educativo-culturale. Per ciascuna verticale, una o più voci autorevoli inquadrano la sfida, e un’esperienza concreta racconta come qualcuno sta già rispondendo. L’esperto ci dice dove siamo; l’esperienza ci mostra dove si può andare.
Tra le voci: Gianluca Di Feo, Andrea Monda, Antonio Spadaro, Ezio Mauro, Paolo Gentiloni, Padre Leonir Chiarello.
Tra le esperienze concrete: Banca Etica, Fondazione Santo Versace, i Salesiani, gli Scalabriniani.
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