La crisi in cui la pandemia ha gettato l’economia mondiale non ha fatto altro che dare ulteriore evidenza, qualora ce ne fosse bisogno, al fato che il nostro modello di sviluppo è tutt’altro che sostenibile.
Il pianeta non ha più risorse da mettere a disposizione. L’Earth Overshoot Day, il giorno in cui l’umanità consuma le risorse che il pianeta è in grado di rigenerare in un anno, cade sempre prima. Nel 2020 è caduto il 22 agosto, nel 1971 cadeva il 21 dicembre. Praticamente servirebbe un pianeta e mezzo per sostenere le nostre attività.
Gli scienziati inoltre da tempo ci dicono che se non smetteremo di emettere CO2 nell’atmosfera il riscaldamento globale, comunque in atto, potrebbe raggiungere livelli tali da causare effetti irreversibili e permanenti per la sopravvivenza di interi ecosistemi. 
Stiamo distruggendo il pianeta inseguendo un benessere che è tutt’altro che universale, anzi, la forbice delle disuguaglianze sta aumentando se pensiamo che l’1% più ricco della popolazione mondiale detiene la stessa ricchezza del restante 99% e che una manciata di uomini, i 62 uomini più ricchi del mondo, ha ricchezza equivalente a quella di metà della popolazione mondiale.
Basta un altro paradosso, ancor più drammatico e concreto, a mostrare come il re sia nudo.
90 milioni di persone soffrono la fame e se a queste si aggiungono quelle che non hanno accesso a una dieta sana o nutriente arriviamo a circa 2 miliardi di persone che affrontano livelli moderati o gravi di insicurezza alimentare.  
Dall’altra parte 1,4 miliardi di adulti ha problemi di eccesso di peso, mezzo miliardo è clinicamente obeso.
Come siamo arrivati a questo?
È chiaro che l’economia basata sulla massimizzazione profitto non si sta rivelando al servizio dell’uomo, ma al servizio di sé stessa.
L’impressionate accelerazione della crisi climatica, assieme alla progressiva presa di coscienza sui drammatici errori di un’economia predatoria, stanno imponendo l’urgenza di uno sviluppo realmente sostenibile e attento alla qualità della vita. 
Joe Biden, Ursula von der Leyen, Mario Draghi, sono solo alcuni dei leader mondiali che hanno posto al centro della propria agenda di governo una transizione ecologica capace di cambiare le regole dell’economia globale.  Senza dimenticare il magistero di Papa Francesco che con encicliche come Laudato Si’ e Fratelli Tutti ha dato forza e prospettive al ruolo di tanti economisti illuminati, oggi indispensabili alla transizione in atto. 
Siamo dunque davanti ad un’occasione storica per restituire al sistema economico mondiale la sua originaria missione di sostegno all’uomo. Forse l’ultima.
La presidenza del G20 e la co-organizzazione della Cop 26 conferiscono quest’anno al nostro paese centralità sullo scacchiere internazionale imponendo la responsabilità discutere seriamente di scelte essenziali per riportare il mondo su un sentiero di sviluppo sostenibile. 
Il talk sarà occasione per mettere in discussione, partendo dalle opportunità offerte dal Green Deal Europeo e dalla transizione ecologica, il nostro modello di sviluppo, passando da un sistema economico basato esclusivamente sulla massimizzazione del profitto, ad una Nuova Economia che, pur non rinnegando la vocazione profit dell’impresa, affianchi ad essa i principi della reciprocità e della fraternità e la ponga in relazione con il territorio per valutare le ricadute ambientali e sociali dell’attività stessa.

 

Dalle 11:35 alle 12:25

Conduce: Michele Renzulli - TG1

Partecipano 

  • Assuntela Messina – Sottosegretario di Stato al Ministero dell'innovazione tecnologica e la transizione digitale
  • Stanislao Di Piazza, Senatore 
  • Alberto Gambescia, Amministratore Unico Studiare Sviluppo 
  • Roberto Scalera, External Affairs Director AS Roma
  • Paolo Venturi, Direttore AICCON – Associazione Italiana per la Promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit
  • Stefano Granata - Presidente di Confcooperative Federsolidarietà
  • Riccardo Piunti, – Vicepresidente CONOU Consorzio Nazionale Gestione Raccolta Trattamento Oli Minerali Usati
  • Mauro Spagnolo, direttore Rinnovabili.it

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Una nuova Economia