Nelle città italiane del medioevo cominciarono a nascere i concetti base dell’economia moderna come reddito, banca, assicurazione. L’economia nasceva al servizio del bene comune, in un fiorire di benessere sociale e culturale delle città, dove le attività commerciali si sviluppavano grazie alla solidarietà sociale che erano chiamate a sostenere. Nel tempo i mercati hanno traguardato la dimensione umana e cittadina e le aziende hanno cominciato ad allargare il proprio raggio d’azione perdendo l'interesse per il bene comune dei territori, distaccandosi dai modelli economici caratterizzati da questa reciprocità dell'economia civile.

Nonostante nell’età moderna i processi di globalizzazione e finanziarizzazione dell’economia ne abbiano aumentato in maniera esponenziale la distanza dall’uomo, tuttavia diverse voci continuato ad esprimere un pensiero indipendente e sociale che contrapponeva all’homo oeconomicus l’uomo civile caratterizzato da una prevalenza delle relazioni umane sul mero profitto.

Oggi questo lungo e faticoso cammino dell’economia civile sembra giunto alla sua epifania. L’impressionate accelerazione della crisi climatica infatti, assieme alla progressiva presa di coscienza sui drammatici errori di un’economia predatoria, stanno imponendo l’urgenza di uno sviluppo realmente sostenibile e attento alla qualità della vita.

Joe Biden, Ursula von der Leyen, Mario Draghi, sono solo alcuni dei leader mondiali che hanno posto al centro della propria agenda di governo una transizione ecologica capace di cambiare le regole dell’economia globale.  Senza dimenticare il magistero di Papa Francesco che con encicliche come Laudato Si’ e Fratelli Tutti ha dato forza e prospettive al ruolo di tanti economisti illuminati, oggi indispensabili alla transizione in atto.

Siamo dunque davanti ad un’occasione storica per restituire al sistema economico mondiale la sua originaria missione di sostegno all’uomo.

 

Il talk sarà occasione per discutere delle opportunità che il Green Deal Europeo e la transizione ecologica offrono per rimettere in carreggiata il nostro modello di sviluppo, passando da un sistema economico basato esclusivamente sulla massimizzazione del profitto, ad una Nuova Economia che, pur non rinnegando la vocazione profit dell’impresa, affianchi ad essa i principi della reciprocità e della fraternità e la ponga in relazione con il territorio per valutare le ricadute ambientali e sociali dell’attività stessa.

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Una nuova Economia